Ravenna pontificia è un tour che vi porterà a scoprire alcune interessantissime opere d’arte fuori dai tradizionali percorsi turistici.

Chi è già stato a Ravenna sicuramente ricorda che nella piazza principale, Piazza del Popolo, svettano due colonne arricchite alla sommità da statue che rappresentano il santo patrono della città, S. Apollinare, e il santo copatrono, San Vitale. Al momento dell’edificazione delle colonne nel XV secolo, sulla colonna dove oggi vediamo la statua di Apollinare si ergeva il Leone di San Marco, simbolo della Serenissima repubblica che aveva conquistato Ravenna nel 1441. La statua di Apollinare si trovava invece dove oggi si innalza quella di Vitale.

Come mai allora le cose sono cambiate e non vediamo più il leone?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo risalire all’anno 1509. E’ in questo momento che le truppe militari al servizio del Papa conquistano Ravenna e come primo atto, simbolico del cambio di passo nel governo cittadino, decidono di abbattere il Leone Marciano che verrà trasferito a Bologna, e lì distrutto. Più tardi, nel 1644, la statua di S. Apollinare verrà trasferita dove la vediamo oggi, mentre sull’altra colonna comparirà quella di S. Vitale, opera dello scultore locale Clemente Molli.

Statua San Vitale, piazza del Popolo, Ravenna - photo credit wikipedia.org

Inizia così un lunghissimo periodo, durato circa 300 anni, in cui Ravenna ha fatto parte dello Stato Pontificio. Fu il Papa a gestire e a governare la città, non direttamente ma attraverso un Legato Pontificio, ovvero un cardinale dotato di ampi poteri (politici, giuridici e finanziari) che esercitava in conformità al volere della Curia.

Fino alla fine del ‘500 la città presentava uno scenario urbano piuttosto modesto; sono note le parole usate dal poeta barocco Giovan Battista Marino per descrivere la Ravenna che vide all’inizio del ‘600, quando si trovava a corte dell’Arcivescovo Pietro Aldobrandini: un deserto che non lo abiterebbero neanche gli zingari. A questo problema i Legati cercheranno di far fronte, concentrando i loro sforzi in opere monumentali, simboliche del loro potere o funzionali al consolidamento di esso: restaurano chiese, sistemano le porte cittadine, commissionano opere d’arte, intervengono nel tessuto urbano ed edificano la più imponente opera architettonica con cui si chiude il XVII secolo, il Palazzo del Legato Apostolico (oggi chiamato Palazzo della Prefettura), punto da cui prende avvio il nostro itinerario.

Palazzo della Prefettura - photo credit ravennanotizie.it

Vicinissima al Palazzo della Prefettura, all’estremità orientale della Piazza del Popolo, sorge la chiesa di Santa Maria del Suffragio, considerata un vero gioiellino del barocco locale e una delle chiese più belle tra gli edifici di culto moderni di Ravenna.
Fu costruita a partire dal 1701 dall’architetto Francesco Fontana, figlio del più noto Carlo, e consacrata nel 1728.
E’ stata definita “il monumento dei monumenti” perché nella prima metà del ‘900 vennero portati al suo interno arredi liturgici e opere d’arte barocca che erano stati tolti da altri edifici ravennati. Spiccano i due grandi gruppi scultorei provenienti dalla chiesa bizantina di San Vitale: la Pietà e la Gloria di San Vitale opere in stucco di Giovanni Toschini.

Santa Maria del Suffragio

Santa Maria del Suffragio

Gloria di San Vitale - cappella di San Vitale, S. Maria del Suffragio

Cappella del crocifisso in Santa Maria del Suffragio

Ci sposteremo in Piazza Duomo dove parleremo della Colonna e della Statua della Beata Vergine Maria e del vicino Palazzo Fantuzzi.

Ma soprattutto entreremo all’interno della Cattedrale per ammirare, tra le tante interessantissime opere, la Cappella del Santissimo Sacramento voluta dall’Arcivescovo Pietro Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII, che ne affidò il disegno a Carlo Maderno, noto per aver progettato a Roma la facciata della Basilica di San Pietro; terminata la costruzione, l’Arcivescovo chiamò a decorarla il celebre maestro bolognese Guido Reni.
Sempre all’interno della Cattedrale vi racconterò la Cappella della Madonna del Sudore. Questa cappella prende il nome dall’icona del XIV secolo, oggetto di grande venerazione da parte dei ravennati. Ci soffermeremo sulle decorazioni barocche ma anche sugli altri elementi che arricchiscono l’ambiente come il sarcofago di Rinaldo da Concorezzo e il Sarcofago di San Barbaziano, confessore dell’imperatrice Galla Placidia, morto nella metà del V secolo. 

Cappella della Madonna del Sudore, Cattedrale di Ravenna

Cappella del Sacramento, Cattedrale di Ravenna, particolare

Cupola della Cattedrale di Ravenna

Palazzo Fantuzzi, Ravenna - il portale - photo credit edificistoriciravenna.it

Curiosi di scoprire tutto questo e molte altre curiosità? Allora vi aspetto per questo viaggio!

Informazioni utili:

  • durata 2 ore circa
  • uso di radioguide per consentire il distanziamento interpersonale e un’ottima ricezione della mia voce

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