le due cinta di mura, le cortine piantate sopra un esatto quadrato, e le quattro torri disegnano insieme come una piramide ciclopica graditissima all’occhio ed di fatto, elegantissima (Corrado Ricci 1894)

Il castello di Torrechiara sorge nelle dolci colline della sponda sinistra del Torrente Parma, a 18 km dalla città di Parma. Siamo nel cuore della Food Valley, ovvero di quel territorio dove si concentrano le maggiori produzioni di salumi tipici, di Parmigiano-Reggiano, ma anche di pasta e conserve. L’area di Torrechiara inoltre è famosa per la produzione di vini a denominazione controllata “Colli di Parma”.

Con le sue proporzioni armoniche e ben studiate geometricamente, il castello di Torrechiara è considerato tra i più belli d’Italia ed è stato premiato nel 1911 con il titolo di monumento nazionale italiano.

Le sue origini risalgono al medioevo, ma è solo in pieno Rinascimento che Pier Maria Rossi “Il Magnifico”, esponente di una nobile casata di Parma, decise di ristrutturare tutto il complesso per renderlo una residenza dove si mescolano armoniosamente elementi architettonici militari con i caratteri di una elegante dimora privata.
Per tutto il XV secolo infatti si assiste allo spostarsi della vita politica dalla città alla campagna. Le grandi famiglie di feudatari si arroccano sulle terre e nei castelli che avevano acquistato al tempo della loro fortuna, trasformandoli da fortezze a abitazioni ricche e confortevoli.

I motivi che spinsero Pier Maria a dare vita alla prima grande stagione artistica del complesso furono sia politici, volendo dimostrare il ruolo di primo piano della famiglia nella zona, ma anche sentimentali: il castello sarebbe diventato il nido d’amore per sé e la sua amante Bianca Pellegrini d’Arluno. Nacque così la decorazione della Camera d’Oro, ovvero la stanza da letto di Pier Maria e Bianca. Gli affreschi vennero realizzati da Benedetto Bembo nel 1462 e descrivono la storia d’amore dei due protagonisti.

La seconda grande stagione artistica del castello risale alla seconda metà del XVI secolo, quando il maniero passò in proprietà alla famiglia Sforza di Santa Fiora che contava tra i suoi membri addirittura un vescovo di Parma e un cardinale. Questa famiglia si impegnò a rinnovare gli ambienti facendoli dipingere con estesi cicli di grottesche, un tipo di decorazione molto diffusa e alla moda in quell’epoca. Una sala molto interessante e che colpisce tutti i visitatori è la Sala del Perolato. Qui una finta pergola lignea con tralci di vite intrecciati e tanti tipi di uccelli nascosti tra le foglie ricoprono la volta e le pareti della stanza, trasporando l’osservatore in un ambiente davvero insolito e fantastico.

Se vi ho incuriosito, vi aspetto per vivere da vicino questa bellezza e per passeggiare tra le stradine del borgo medievale. Per chi desidera, è possibile aggiungere la visita al vicino Museo del Prosciutto di Langhirano.

Durata: 1.5 h 
Link utili: castellidelducato.it