Il borgo di Fontanellato si trova a circa 20 km da Parma, nel cuore della “bassa” Pianura Padana, territorio a nord della via Emilia reso particolarmente fertile dalla presenza di risorgive e fontanili (il toponimo Fontanellato deriva infatti da fontana lata, cioè fontana vasta, estesa).

Il paese, protetto fino al XIX secolo da una cinta muraria e da un fossato esterno, nacque in epoca medievale in funzione della presenza di un castello che nel corso dei secoli cambiò gradualmente aspetto fino a diventare, in pieno Rinascimento, un’elegante struttura che oggi attira l’attenzione di tanti visitatori, la Rocca Sanvitale.
Un cortile a pianta quadrata fa da centro a un’imponente struttura dotata di torri angolari, muri perimetrali che terminano con una caratteristica merlatura e un fossato o “peschiera”, alimentata anticamente da una risorgiva che affiora a sud di Fontanellato.
La famiglia Sanvitale è stata la proprietaria della Rocca ininterrottamente dal 1378 alla metà del 1900 quando l’ultimo conte, Giovanni Sanvitale, decise di vendere il complesso all’Amministrazione Comunale. Giovanni ha lasciato nella Rocca una preziosa testimonianza della sua passione per la fotografia: una camera ottica, l’unica ancora funzionate in Italia. Entrando in questa stanza buia, vi aspetterà un’insolita sorpresa!

All’interno delle sale vi mostrerò i ritratti di alcuni tra i rappresentanti della famiglia, raccolti nella Galleria degli antenati.  Tra un dipinto e l’altro, ecco spuntare la copia del celebre ritratto di Galeazzo Sanvitale, eseguito nel 1524 dal Parmigianino. L’artista, protagonista indiscusso della stagione artistica del “manierismo”, lavorò alla corte di Fontanellato al servizio di Galeazzo Sanvitale e della moglie Paola Gonzaga. Grazie al loro amore per l’arte e la cultura, la Rocca visse una stagione artistica davvero importante, che trova il culmine con la straordinaria Saletta di Diana e Atteone affrescata dal Parmigianino tra il 1523 e il 1524. Una testimonianza del XVI secolo la definì la più dolce cosa chi si possa vedere, e a mio avviso non si sbagliò assolutamente! Per apprezzarlo, basterà osservare il sapiente uso delle luci, la tenerezza degli incarnati, la straordinaria e realistica resa dei levrieri attentamente studiata tramite disegni, considerati dagli studiosi quintessenza di eleganza e raffinatezza (vi mostrerò durante la visita un incredibile testa di cane realizzata a sanguigna, oggi conservata al Louvre di Parigi).

Una visita a Fontanellato non potrà assolutamente escludere un assaggio dei prodotti tipici locali come il parmigiano-reggiano, culatello, fiocchetto e coppa, prodotti in queste zone ancora artigianalmente nei modi della tradizione contadina!