Le opere monumentali realizzate in Italia nel ventennio fascista rappresentano ancora oggi la pietrificazione dell’ambizione mussoliniana di consegnare il fascismo e la propria fama all’eternità. Le opere architettoniche dovevano restare nei decenni e lasciare ai posteri i segni del fascismo. Ecco nascere dunque tutti quegli edifici che caratterizzano praticamente ogni città italiana; abbiamo imparato a riconoscerli, a identificarli immediatamente con “architettura razionalista” del periodo fascista.

Ma passeggiando per Ravenna ci si rende immediatamente conto che i monumenti nati durante il ventennio compreso tra le due guerre mondiali sono davvero numerosi e molto diversi tra loro. C’è molta differenza tra edifici come il Palazzo della Provincia progettato dal geniale Giulio Ulisse Arata e terminato nel 1928 e la Casa del Mutilato, costruita a partire dal 1939.
Fino alla metà degli anni ’30 del ‘900, infatti, l’architettura non esprime unitarietà architettonica; è solo nella seconda metà degli anni ’30 che l’edilizia monumentale viene messa al primo posto. Ora viene intesa quale mezzo principale per comunicare alle masse i miti e i caratteri del fascismo; gli architetti partecipano ora a un progetto comune di costruzione di un’architettura rappresentativa di un’epoca, un’architettura coerente con una visione totalitaria dello Stato.

La voglia di comprendere a fondo questo affascinante argomento mi ha spinto a studiare una visita guidata che tocca i principali interventi urbanistici ed edilizi del centro storico di Ravenna nati durante il ventennio fascista. Le tappe principali sono il Liceo classico Dante Alighieri, la piazzetta Einuadi, il palazzo delle Poste di piazza Garibaldi, la zona Dantesca, il Palazzo della Provincia in piazza San Francesco, la Biblioteca Oriani Piazza dei Caduti con la nuova Casa del Fascio.

La visita si conclude alla Casa del Mutilato in piazza Kennedy con la descrizione della facciata esterna, per poi proseguire all’interno con la visita al Salone dei Mosaici. Qui è possibile ammirare un ciclo di mosaici realizzati tra il 1940-41 dai più grandi artisti della città, protagonisti della storia del mosaico contemporaneo: Renato Signorini, Libera Musiani, Werter Focaccia, Ines Morigi Berti e Antonio Rocchi.

Il tour è realizzato con la fondamentale collaborazione dell’Associazione Tessere del 900 che ha organizzato preziosi momenti di formazione per noi guide turistiche.

Sono state molte fino ad ora le visite ad aggregazione libera Ravenna razionalista che ho condotto insieme alle Guide in Rete Cna, rete di guide turistiche abilitate di cui ho il grande piacere di fare parte, e sono davvero felice di poter dire che hanno riscosso sempre un grandissimo gradimento.
Condivido questo commento lasciato da una signora che ha partecipato a una delle mie visite: Ho partecipato per la prima volta al tour della Ravenna Razionalista e lo consiglio a tutti: turisti e ravennati che vogliano conoscere una parte della storia e del volto architettonico di Ravenna. Elena è bravissima nella spiegazione arricchita da foto storiche ed aneddoti. Il clou si raggiunge alla casa del Mutilato davanti ai Mosaici del Salone che con la luce di ieri erano ancora più belli! 

Vi invito allora a prenotare questa visita guidata scrivendomi alla mail elena.vitali.arc@gmail.com. Rivivremo gli eventi storici, parleremo di architettura, di mosaico e di curiosità di una Ravenna davvero insolita.